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UN’ESTATE 2018 DA RECORD PER L’INCOMING ITALIANO

I preconsuntivi confermano il sentiment positivo degli operatori. Ci sono ancora spazi per crescere? I dati di settembre indicano di sì. Promozione e visibilità sono la chiave.

Che sarebbe stata un’estate da record lo aveva già anticipato il consueto monitoraggio Enit: a giugno 2018 le vendite per la stagione estiva erano viste in aumento dal 74% dei Tour Operator, stabili per il 20% e in calo soltanto per il 6%. In particolare, le vendite sono in aumento secondo il 73,1% dei tour operator europei e il 76,5% di quelli d’oltreoceano. Tra questi ultimi, spicca il dato degli Stati Uniti, dove i TO che lavorano con l’Italia prevedevano a giugno un incremento del 20% nelle prenotazioni aeree verso il nostro Paese. Sempre in tema di passaggi aerei, interessante notare che sono in crescita le prenotazioni tramite agenzie fisiche (+5,5%) mentre sono in calo quelle online (-8%), a suggerire che il graduale riposizionamento degli AdV come “consulenti” a tutto campo, in grado di offrire un servizio più completo rispetto alla Rete, comincia a dare i suoi frutti. A livello di singolo mercato di origine, si registrano particolari exploit in Paesi come Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Ungheria, USA e Corea del Sud dove la totalità degli operatori (100%) prevedeva una crescita.

Un boom che risulta confermato dai primi dati di preconsuntivo. Secondo le rilevazioni pubblicate ad agosto da Demoskopika, il boom dell’estate contribuirà nel 2018 a portare 126.487.000 arrivi (+2,7%) per un totale di 425.945.000 presenze (+1,3%) con un periodo medio di permanenza di 3,37 notti per cliente. Fondamentale il contributo della componente estera con oltre 216 milioni di presenze, grazie a oltre 2,2 milioni di arrivi in più (+3,7%) per quasi 6 milioni di pernottamenti aggiuntivi (+2,7%). Le regioni che concentrano la maggiore presenza di stranieri sono Veneto, Lazio, Lombardia e Trentino Alto Adige, mentre quelle che crescono di più sono Basilicata, Sardegna, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria.

Per quanto riguarda in particolare il mese di settembre, i numeri di Federalberghi sottolineano che a settembre sono stimati nelle strutture ricettive italiane più di 13 milioni di turisti. Un flusso in crescita, che negli ultimi 10 anni ha visto aumentare le presenze settembrine in Italia del 36% (+52,7% per gli stranieri e +18,8% per gli italiani). Un segnale che il sistema turistico italiano sta procedendo sulla strada della destagionalizzazione, un processo che può essere supportato da adeguate politiche di promozione e visibilità in eventi di respiro internazionale. 

fonte: bit.fieramilano.it